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Impego delle spolette a scoppio differito secondo Cerletti

La nuova arma

Le spolette d’artiglieria, attualmente in uso, sono destinate aun uso teso a considerare solo lo spazio, esse cioè hanno la funzione di provocare lo scoppio del proiettile in un punto determinato della sua traiettoria. La spoletta “a percussione” serve a far scoppiare il proiettile sul bersaglio, nel punto in cui il proiettile colpisce il bersaglio stesso. La spoletta “a tempo” serve anch’essa a provocare lo scoppio dei proiettili in un punto determinato della traiettoria, prima che esso raggiunga il bersaglio o il suolo. Nella spoletta Cerletti si pone invece l’attenzione sul tempo. Questa spoletta è destinata a provocare l’esplosione del proietto, a seconda di come è preordinata, da molti minuti, fino a parecchie ore dopo che esso è caduto sul bersaglio. Per distinguerla dalle spolette finora in uso, venne denominata “spoletta a scoppio differito”. E’ il tempo che si deve direttamente utilizzare per gli scopi bellici.

Utilizzazione del fattore sorpresa

Allo scopo di trarre dalla nuova arma tutto il possibile rendimento, converrà innanzi tutto sfruttare l’elemento sorpresa, che si basa sull’ignoranza, da parte del nemico, delle proprietà dei nuovi proietti. Come vedremo, l’utilizzazione di questo elemento, quando il primo impiego dei nuovi proiettili venga bene organizzato, può fruttare notevoli vantaggi. Questa possibilità però sussisterà solo per pochi giorni, perché bentosto, per sanguinosa esperienza, il nemico imparerà a conoscere la proprietà dei nuovi proietti e cercherà di non cadere nell’insidia. Salvo che per rare e speciali circostanze, cesserà allora la possibilità di utilizzare per sorpresa i proiettili a scoppio differito. Subentrerà invece il normale e definitivo modo d’impiego, il quale trarrà la sua efficacia per l’appunto dalla conoscenza delle applicazioni delle proprietà dei nuovi proiettili. E’ evidente che per trarre il massimo vantaggio dalla prima azione per sorpresa, è necessario che questa avvenga contemporaneamente su tutto il fronte dell’Intesa. Né per ciò è necessario che su tutto il fronte degli alleati si impegnino azioni offensive coordinate o isolate. Attacchi parziali e anche azioni di grande stile potranno svilupparsi dove si possa e dove meglio convenga, utilizzando lo scompiglio che la sorpresa e le perdite getteranno nelle file del nemico, ma indipendentemente da siffatte amplificazioni, sarà già utile organizzare accuratamente il primo impiego dei proiettili a scoppio differito, sopra un semplice tema, così formulato: “Ogni batteria di cannoni e di bombarde lancerà verso sera, nelle località in cui la notte son solite radunarsi o transitare numerose truppe nemiche, un determinato numero di proiettili, e darà a questi un ritardo di scoppio tale che essi debbano esplodere nel momento in cui dette località sono massimamente affollate”. E’ noto che durante il giorno le località esposte ai tiri sono per lo più completamente deserte e tutti i servizi di rifornimento e di cambio di truppe si iniziano febbrilmente appena è calata la notte. Pertanto, in uno stesso giorno, tutte le batterie disponibili bombarderanno, verso le ultime ore della giornata, e cioè col favore della luce e perciò con tiri precisi, le trincee, i camminamenti, gli spiazzi, i crocevia, gli abitati, ove si sa che a notte fatta, si radunano o transitano truppe nemiche. Verranno lanciate granate dotate di siffatto ritardo di scoppio, a che abbiano ad esplodere nelle ore in cui notoriamente o presumibilmente in dette località si raduna il massimo numero di truppe. Inoltre poco prima dell’ora in cui i proiettili lanciati dovranno esplodere, si potranno attirare contingenti nemici sulle posizioni che abbiamo seminato di tali proiettili, preannunciando finti attacchi. Ai nuovi proiettili verranno interpolati, durante il tiro, alcuni dei comuni proiettili a percussione, cosicché il nemico potrà veramente credere che siano state lanciate granate, le quali come non di rado suol accadere, siano rimaste inesplose per una delle comuni cause. Perciò una volta cessato il nostro fuoco e calata la notte, il nemico comincerà a muoversi liberamente nelle località bombardate, cosicché, quando repentinamente qua e là avverranno le esplosioni dei nuovi proiettili, molti uomini ne verranno investiti. Essendosi lanciate granate a diversa latenza di scoppio, l’affollarsi di uomini, che sgombreranno dalle località ove sono avvenute le prime esplosioni e l’accorrere di aiuti e di rinforzi dalle retrovie, daranno luogo a nuove perdite. Naturalmente, a questa azione soltanto distruttiva, si potranno coordinare attacchi i quali potranno essere sferrati da noi nel momento più opportuno, senza che il nemico lo possa prevedere, poiché solo dalla parte nostra sarà noto il momento in cui cesseranno le esplosioni dei nuovi proiettili. Ad aggravare e perdite e il disordine nelle formazioni nemiche, i nostri aeroplani, prima di sera, avranno lasciato cadere sui maggiori centri di adunata, dietro le prime linee nemiche, numerose bombe regolate in modo da esplodere in tempi successivi durante la notte, cosicché anche tutto il movimento più lontano dei rincalzi, dei rifornimenti, dei cambi, darà luogo a gravi perdite. A parte i risultati delle azioni tattiche, che a questo primo bombardamento si vorranno innestare, possiamo abbozzare nelle cifre seguenti il computo delle perdite di uomini, che si potranno infliggere al nemico in questa prima giornata. Calcolando, per grossolana ma non esagerata ipotesi, che sul fronte degli alleati, Russia esclusa, possano partecipare a questa azione 20.000 bocche da fuoco (cannoni, obici e bombarde) e supponendo che ciascuna di esse, in questo primo bombardamento lanci, nelle opportune condizioni di cui sopra, 40 granate, ammettendo che, in media, complessivamente con questo tiro, ogni pezzo metta fuori combattimento (feriti e morti) cinque uomini, noi avremo inflitta al nemico, in una sola notte, la perdita di 100.000 uomini. L’utilizzazione della sorpresa potrà proseguirsi, a seconda delle circostanze, ancora per alcuni giorni dopo il primo bombardamento, sfruttando il disorientamento in cui cadrà il nemico di fronte al nuovo mezzo offensivo, sia col ripetere tiri di proiettili, che abbiano ad esplodere la notte nelle linee e nelle retrovie nemiche, sia con l’attirare, mediante finti attacchi o con provvisori sgombri di posizioni, il nemico in località precedentemente minate con i nuovi proiettili. Dopo la prima azione di sorpresa, conoscendo ormai il nemico il funzionamento della nuova arma, incomincia l’impiego normale, definitivo dei proiettili a scoppio differito.

Moltiplicazine del volume di fuoco

Distribuendo il suo lavoro nel tempo, da ogni bocca da fuoco potremo ottenere un rendimento pari a quello di parecchi pezzi. Infatti, predisposto ad esempio un attacco per una determinata ora, le batterie disponibili, una, due o più ore prima che si inizi l’attacco, bombarderanno le batterie avversarie, gli appostamenti di mitragliatrici, le trincee fiancheggianti, tutte le posizioni, insomma, che importa tenere sotto il fuoco, lanciando proiettili graduati, in modo che abbiano a scoppiare nell’ora in cui si svolgerà l’attacco. Naturalmente, avendo tempo a disposizione, ogni batteria potrà tirare il numero di proiettili che sembrerà necessario. All’iniziarsi dell’attacco, tutte le predette posizioni verranno sconvolte dalle fitte esplosioni dei proiettili lanciativi in precedenza, e frattanto le nostre batterie potranno impegnarsi in altri tiri preordinati, o in azioni inaspettate che si presentassero necessarie. In altre parole, poche batterie potranno preparare il campo di un’azione tattica, in modo che, nello svolgimento dell’azione stessa, si abbiano effetti che soltanto molte batterie potrebbero ottenere. Non soltanto le posizioni fiancheggianti, ma anche quelle che dovranno essere occupate dai nostri potranno venir bombardate con i nuovi proiettili. Conoscendo esattamente il momento in cui cesseranno le esplosioni, noi potremo lanciarvi l’attacco quando ancora i difensori se ne stanno a riparo entro i ricoveri blindati. O anche, tirando su queste posizioni un certo numero di proiettili inerti, potremo giungervi inaspettati o quasi, mentre il nemico ancora aspetta, nei ricoveri profondi, l’esplosione dei proiettili stessi.

Intensificazione del fuoco

Con i nuovi proiettili si potrà ottenere una intensità di fuochi concentrati finora mai raggiunta. Infatti, basterà lanciare sulla posizione presa di mira dei proiettili con latenza di scoppio, di mano in mano decrescente. Stabilito, ad es. un tiro della durata di sei ore, nella prima mezz’ora, verranno lanciati proiettili a latenza di sei ore; nella mezz’ora successiva, proiettili a latenza di cinque ore e mezzo; nella successiva mezz’ora proiettili con latenza di cinque ore, e così via. Al cessare del fuoco, si avrà, durante mezz’ora, l’esplosione contemporanea di tutti i proiettili lanciati, con effetto attuale dodici volte maggiore di quello raggiungibile con i proiettili ordinari. Inoltre, e ciò può avere importanti applicazioni, mentre si verifica tale concentrazione di esplosioni, le batterie possono essere impiegate contro altri obiettivi.

Efficacia dei tiri notturni

Com’è noto, gli attacchi notturni, a causa delle incertezze del tiro, oggi ben difficilmente possono essere appoggiati dalle artiglierie. Ciò sarà invece possibile con i nuovi proiettili. Infatti, prima di notte, verrà lanciato il numero necessario di proiettili a lunga e conosciuta latenza di scoppio sulle posizioni che importa tenere sotto il fuoco durante l’attacco, per es. sugli appostamenti di mitragliatrici, sulle batterie, sulle trincee di sbarramento, sugli sbocchi dai quali il nemico può sferrare contrattacchi, sui camminamenti dai quali giungono rinforzi al nemico, ecc. In tal modo, l’attacco notturno si troverà in molte parti sostenuto automaticamente dal preciso scoppio delle granate e delle bombe precedentemente lanciate. Molte vie di rifornimento delle posizioni nemiche, strade ferrate,ma specialmente strade rotabili, mulattiere e sentieri, sono esposte ai nostri tiri, e perciò esse, durante il giorno, sono deserte, mentre la notte vi ferve un intenso movimento. Non di rado, specialmente in montagna, la via è l’unica che dia accesso alla posizione nemica. Su queste vie si potranno lanciare, verso sera, con tiri precisi, proiettili con varie latenze di scoppio, in modo che, durante la notte, avvengano esplosioni o gruppi di esplosioni così esattamente impostate sui passaggi scoperti e obbligati, da rendere impossibile o quanto meno molto difficile e pericoloso il rifornimento. Non è escluso che con ciò parecchie posizioni divengano intenibili per il nemico.

Efficacia di interdizione

Una grave paralisi dell’attività offensiva e difensiva delle fanterie, sarà ottenuta con i nuovi proiettili. L’esatta cognizione delle loro proprietà, conferirà ad essi il loro pieno valore bellico. Oggi, infatti, le fanterie tengono tranquillamente le trincee, nonostante il quotidiano tiro delle artiglierie nemiche, limitandosi a ripararsi nei ricoveri blindati o nelle caverne, quando tuonano i cannoni contrapposti e si ode il caratteristico sibilo dei proiettili in arrivo. Appena cessa il tiro, la truppa esce dai ricoveri e, ove occorra, si appresta a respingere un attacco. Ma quando i soldati sapranno che la trincea è cosparsa di proiettili che debbono esplodere da un momento all’altro, nessuno oserà più muoversi dai ricoveri blindati. E’ evidente l’importanza che può avere il poter rendere, in tal modo,inoffensive le trincee fiancheggianti, mentre si svolge un attacco in una determinata direzione. Parimenti, si può ottenere la paralisi dell’attività delle batterie avversarie. Oggi infatti, quando non si tratti di momenti criticissimi, gli artiglieri di una batteria controbattuta sogliono manovrare tranquillamente i loro pezzi negli intervalli fra un tiro nemico e l’altro, rifugiandosi nel ricovero blindato quando il noto rombo dei cannoni contrapposti e il sibilo dei proiettili in arrivo si fanno udire. Sarà invece ben difficile indurre i soldati a manovrare i loro pezzi, quando essi sapranno che i proiettili caduti sui blindamenti o vicino al pezzo, debbono esplodere di momento in momento. Avremo così ottenuto il risultato che, in molti casi, si saranno virtualmente ridotte al silenzio le batterie avversarie.

Tiro con i gas

Nell’uso delle granate asfissianti, che oggi tutti i belligeranti hanno adottato su larga scala, la spoletta differitrice Cerletti apporta un vantaggio veramente radicale. Infatti, l’unico inconveniente della granata asfissiante è la capacità relativamente piccola della granata stessa, per cui, poco dopo che essa è scoppiata, la limitata quantità di gas che ne è uscita, si diluisce nell’aria e si disperde. Gli effetti asfissianti sono perciò limitati e solo momentanei. Si cerca di rimediare a questa scarsità di effetti eseguendo tiri accellerati, in modo che parecchie granate esplodano a breve distanza di tempo una dall’altra. Il ripiego è certo utile, ma solo con la spoletta differitrice la granate asfissianti acquisteranno la loro piena efficienza. Per una o più ore, si potranno lanciare numerosissime granate in una determinata posizione, graduandole in modo che abbiano ad esplodere tutte contemporaneamente o entro un periodo di pochi minuti. Si produrranno così tali masse di gas, da ottenersi effetti incomparabilmente superiori a quelli finora raggiunti.

Paralisi dell’attività nemica

Una incursione di aerei sopra una piazza forte o sopra una città oggi porta uno scompiglio che dura soltanto finché sovrastano i dirigibili o i velivoli. Ma questi, ormai, non possono fare che rapide apparizioni perché le batterie antiaeree e gli aeroplani della difesa li pongono presto in pericolo. Con le nuove bombe, le navi aeree potranno traversare rapidamente e senza troppo esporsi, il cielo di un centro fortificato o, per rappresaglia, di una città, lanciando in una sola volta, tutto il loro carico di bombe del nuovo tipo, graduate a varie latenze di scoppio. E’ facile immaginare il panico enorme, il disordine che avverrà nella città bombardata: ciascuna bomba provocherà, per largo cerchio intorno, il terrore: la popolazione vorrà sgombrare, la località dovrà isolarsi e piantonarsi finché non sarà avvenuta l’esplosione, e poiché di tali bombe se ne possono gittare molte e a vario ritardo di scoppio, lo scompiglio e l’ingorgo delle comunicazioni dureranno molte e molte ore. Una stazione ferroviaria, bombardata con tali bombe, avrà il suo traffico sospeso finché le esplosioni non saranno avvenute, poiché come vedremo, sarà ben difficile porre riparo agli effetti dei nuovi proiettili.

Sicurezza di funzionamento

In molti casi in cui i comuni proiettili rimangono inesplosi, con diminuzione talvolta assai sensibile dei risultati del tiro, specialmente nel tiro con grossi calibri, l’uso della nuova spoletta permetterà di fare assegnamento sul sicuro scoppio dei proiettili lanciati. Nel tiro su certi terreni molli e su grossi strati di neve, nei quali spesso la spoletta a percussione non funziona, quando non sia indispensabile lo scoppio immediato dei proietti o sia utile lo scoppio differito, potremo ottenere i risultati voluti, tirando con le nuove spolette. Un modello della spoletta, a forma di semplice cannello, da introdursi in seno all’esplosivo (Mod. 41), ci mette in condizione di assicurare lo scoppio dei grossi proietti - assai costosi - anche quando essi vangano adoperati con spolette a percussione. Basta inserire, prima della spoletta a percussione, il piccolo cannello. In tal modo, nel caso che la prima non funzioni, l’esplosione avverrà ugualmente dopo il tempo preordinato.

Applicazioni per la marina

Prima di iniziare uno sbarco i comandi conoscono le principali posizioni del nemico e sanno da quale parte si incontrerà la resistenza maggiore e dove verrà scatenata la controoffensiva. Poichè é preferibile compiere gli sbarchi in cattive condizioni di visibilità e spesso di notte, si potranno effettuare dal mare in antecedenza in pieno giorno e nelle migliori condizioni di puntamento, tutti i tiri necessari per neutralizzare le postazioni di resistenza e per interdire i passi delle previste controoffensive.Graduando la latenza di scoppio in modo scalare, si otterrà che, durante lo sbarco notturno delle truppe e dei materiali, i centri offensivi del nemico vengano sconvolti dall’esplosione più o meno simultanea dei moltissimi proietti lanciati durante il giorno. Parimenti, all’ora critica, il nemico si troverà inaspettatamente sbarrata la via della contro offensiva per l’esplosione simultanea o quasi dei numerosissimi proietti accumulati nei passaggi o sulle strade durante tutta la giornata precedente lo sbarco. E’ importante il fatto che, mentre accade questa formidabile demolizione dei posti forti del nemico e questo intenso sbarramento delle vie aperte alla controffensiva, la flotta è libera di intraprendere qualunque tipo di altro tiro che possa appoggiare lo sbarco, avendo già assolto in precedenza ai due compiti sopra descritti. Nelle azioni notturne su coste prive di riferimenti visibili, sarà possibile effettuare il lancio di bombe illuminanti su coordinate topografiche prestabilite. Le esplosioni fungeranno da fari di riferimento per le operazioni. Si potranno impiegare degli accenditori a tempo per bombe galleggianti e dotate di magnete, sganciate nei porti o rilascite nella corrente. In questo caso si allunga il tempo di latenza in modo che una più di queste possano attaccarsi alle carene.

Difesa contro la nuova arma

Si può escludere senz’altro la possibilità che i nuovi proiettili caduti sulle posizioni nemiche, possano venire sistematicamente raccolti e poi distrutti o portati in località ove la loro esplosione risulti innocua. I - Molti di essi saranno infitti nel terreno senza che il nemico abbia potuto stabilire il punto esatto in cui essi sono rimasti confitti. II - Per altri, osservati nel momento del loro arrivo, il nemico conoscerà i punti in cui essi si sono infossati. III - Alcuni, infine, saranno caduti a fior di terra. Nel primo caso, evidentemente, non vi è nessuna possibilità di riparo. Per il secondo caso, il nemico potrebbe pensare di far escavare i proiettili per poi distruggerli. Ma anche ove ciò fosse fattibile - e vedremo che non lo è - il nemico dovrebbe impiegare un gran numero di uomini nel lavoro di escavazione da eseguirsi per lo più allo scoperto, sotto il tiro, nonché nel lavoro di trasporto e nella non semplicissima operazione di far saltare i proiettili. Ora, non solo a riguardo di questi proiettili, ma anche riguardo a quelli rimasti a fior di terra, si può essere certi che, dopo poche, disastrose esperienze, nessuno si attenterà più di toccarli. Intanto, come vedremo nelle norme d’impiego, ai proiettili a lungo ritardo si intercalerà sempre qualche granata a breve scadenza di scoppio. Quando si saprà che i proiettili debbono scoppiare e possono scoppiare all’improvviso e si vedranno effettivamente esplodere, nessuno vorrà dedicarsi ai lavori di escavazione o di trasporto. Ciò forse potrà avvenire nei primi tempi in casi isolati, da parte di qualche tempra temerariamente eroica, ma presto apparirà eroismo inutile, se non stolto, il tentare la folle impresa.

Demoralizzazione

Oltre ai molti vantaggi, sopra enumerati, che dovranno darci i proiettili a scoppio differito, conviene anche tener conto, per la presente guerra, del profondo senso di sgomento e di demoralizzazione da cui sono prese le truppe di fronte a un nuovo e potente mezzo offensivo, di cui sia padrone soltanto l’avversario.

Norme d’impiego

Per l’azione di sorpresa, che potrà farsi solo una volta tanto, dovranno stabilirsi norme speciali, sulla traccia di quanto è stato esposto. Esaurita questa azione, nell’uso normale dei proiettili a scoppio differito, il nemico, per ogni proietto che rimarrà inesploso sulle sue posizioni, riterrà che esso debba scoppiare dopo qualche tempo. Su queste condizioni di fatto, noi dobbiamo cercare, oltre che di sfruttare gli effetti diretti delle esplosioni, di utilizzare e di accrescere gli effetti di inibizione, che derivano dall’aspettazione degli scoppi, di disorientare il nemico circa lo scopo e il tempo dell’azione, e di distoglierlo da eventuali tentativi di difesa contro la nuova arma. Per tali fini si dovranno tener presenti le seguenti norme generali. Al tiro dei proiettili a scoppio differito dovrà farsi precedere e dovrà intercalarsi il tiro di qualche granata a percussione, sia per ingannare, fin dove è possibile, il nemico sugli scopi dell’azione, sia per rettificare il tiro, giacché non sempre sarà agevole scorgere il punto di arrivo dei proiettili a scoppio differito, in quanto essi cadono sul bersaglio senza esplodere. Il tiro di granate esplodenti a percussione servirà anche per distogliere il nemico da una troppo precisa osservazione dei punti di caduta dei proiettili e a tale scopo servirà anche il tiro di qualche shrapnel. Salvo casi speciali, il tiro non deve essere troppo lento, per non permettere al nemico di individuare con precisione tutti i punti in cui son caduti i proiettili. Per la stessa ragione, non converrà sparare soltanto pochi proiettili, ma bisognerà tirare gruppi di almeno una ventina di proiettili. Le zone battute risulteranno così sempre efficacemente pericolose, in rapporto alla maggior densità dei focolai di esplosione latenti, e all’impossibilità, da parte del nemico, di ubicare esattamente i focolai stessi. Per queste ragioni, salvo scopi speciali, converrà preferire, per il tiro a scoppio differito, i piccoli e i medi calibri, i quali permettono un tiro più sollecito e assai più abbondante di quello permesso dai grossi calibri. Fatta eccezione per alcune azioni particolari, converrà interpolare nei tiri di proiettili qualche proiettile a breve latenza di scoppio, con altri a lunga latenza di scoppio. Ciò distoglierà il nemico da ogni eventuale tentativo di escavare e distruggere i proiettili caduti sulle linee. Già abbiamo visto le ragioni per cui siffatti tentativi, dopo brevissima esperienza, saranno abbandonati, ma l’accorgimento consigliato gioverà anche a disorientare il nemico circa il tempo di latenza di scoppio assegnato ai proiettili. I proiettili a scoppio differito, nel massimo numero dei casi verranno adoperati, sia per loro effetti micidiali e demolitori, sia per i loro effetti di inibizione, di interdizione, contro le posizioni nemiche fiancheggianti e retrostanti agli obbiettivi che si vogliono conquistare, come pure avranno largo uso per bloccare le vie di rifornimento del nemico durante la notte. E’ chiaro che, per tali scopi, non è necessaria una assoluta esattezza nei tempi di latenza. Bisognerà invece curare la massima precisione nell’applicazione della tavola dei tempi, quando si debbano tirare proiettili a scoppio differito, su posizioni che dovranno essere prese d’assalto dai nostri. Ad evitare qualsiasi contrattempo, converrà regolare il tiro in modo che le ultime esplosioni dei proiettili a scoppio differito sulle posizioni in questione, avvengano almeno un’ora prima che si muova il nostro attacco, e in questo frattempo si tireranno su queste posizioni raffiche di proiettili inerti, insieme a qualche proiettile a percussione, così che il nemico, aspettando l’esplosione postuma di questi proiettili, non possa prevedere l’assalto di questa parte. I nostri, invece, potranno in tutta sicurezza gettarsi sulle posizioni così battute. Anche in batteria si dovra osservare particolari norme. L’ordine di tiro alle batterie dovrà fissare: a) le posizioni che si vogliono battute; b) il numero di proiettili da lanciarsi su ciascuna di esse; c) l’ora in cui deve iniziarsi il tiro e la durata dello stesso; d) l’ora in cui sulla posizione battuta dovranno iniziarsi le esplosioni; e) l’ora in cui dovranno cessare le esplosioni sulle posizioni battute. L’ufficiale che dirige il tiro dovrà tenere ben presenti i termini assegnatigli per l’inizio delle esplosioni sulle posizioni nemiche e specialmente quello per la loro cessazione. Il tempo di latenza di scoppio si calcola dal momento in cui si è versato il liquido nella spoletta; praticamente all’inizio del tiro. Ogni batteria è fornita di una cassetta contenente alcuni piccoli bidoni di latta, muniti di beccuccio, ripieni delle soluzioni a differenti concentrazioni, necessarie per ottenere lo scoppio dei proiettili a tempi successivi. Sull’apposita, semplicissima tavola dei tempi, l’ufficiale troverà indicato la soluzione occorrente per ottenere le esplosioni tante ore o tanti minuti dopo l’inizio del tiro. La manovra del tiro procede nel modo seguente: avvitate in antecedenza le spolette a scoppio differito sui proiettili da lanciarsi, puntata la bocca da fuoco, un servente porta al pezzo un proiettile, toglie il tappo a vite della spoletta e la sottostante guarnizione di cuoio, e, dal piccolo bidone contenente il liquido prescelto, versa nell’imboccatura così aperta, la piccola quantità di liquido necessario perché la camera di corrosione sia colma (si vedranno i 4 larghi fori riempiti di liquido). Applicherà poi di nuovo la guarnizione e chiuderà fortemente il tappo con la chiave; dopo di che, senz’altro il proiettile verrà lanciato. Questa semplicissima manovra di caricamento, eseguita da serventi mediocremente addestrati, non comporta più di 20-30 secondi per proiettile; poiché i tiri di proiettili a scoppio differito si eseguono soltanto per scopi ed azioni che dovranno effettuarsi dopo qualche tempo, persino dopo molte ore, così il tiro potrà procedere in tutta calma e con ordine perfetto.

  • Tiro semplice. Adoperando un unico liquido, all’ora voluta scoppierà il primo proiettile sparato e poi, mano a mano, tutti gli altri, cosicché le esplosioni si susseguiranno per la stessa durata che ha avuto il tiro. Se questo ad esempio è durato due ore, gli scoppi, una volta incominciati, continueranno per due ore consecutive.
  • Tiro a scalare per concentramenti di scoppi. Se si voglia che le esplosioni avvengano tutte entro un tempo più breve della durata che ha avuto il tiro, ad esempio entro mezz’ora (essendo il tiro durato due ore), dopo la prima mezz’ora di tiro si cambierà il liquido, scegliendo, secondo la tavola dei tempi, un liquido che dia una latenza di scoppio più breve, e precisamente tale che lo scoppio abbia a coincidere con gli scoppi dei proiettili della prima serie. Questo metodo “scalare“ si impiega sistematicamente per ottenere intensissime concentrazioni di fuoco; si incomincia il tiro ad esempio otto ore prima del voluto effetto, adoperando il liquido che dà le esplosioni dopo otto ore. Poi, continuando il tiro, ad ogni ora si cambia liquido, caricando di volta in volta con liquido per sette ore, per sei ore, per cinque ore, ... e così via. Si continua così, finché incominciano le prime esplosioni: allora, entro il termine di un’ora, scoppieranno tutti i proiettili lanciati nelle otto ore.
  • Tiro per distanziamento dagli scoppi. Si potranno ottenere scoppi che si verifichino a dati intervalli, per un tempo più o meno lungo, anche lunghissimo, in due modi, a seconda dell’opportunità.

A) O eseguendo un tiro lento, con i voluti intervalli, adoperando un unico liquido: in tal caso, si riprodurranno, al tempo voluto, gli intervalli lasciati durante il tiro. B) Ovvero si potrà eseguire un breve tiro rapido, caricando successivamente con liquidi per latenze, di mano in mano, maggiori. Questo modo di tiro presenta il vantaggio di disimpegnare presto le batterie, lasciandole libere per altre azioni o per il riposo degli uomini, pur ottenendo effetti che continuano automaticamente a lungo nel tempo.

La constatazione delle esplosioni dei proiettili a scoppio differito non presenta difficoltà durante il giorno, perché gli osservatori potranno vedere direttamente, sulla posizione battuta, la colonna di fumo e di terriccio corrispondente ad ogni scoppio. Nelle azioni notturne, invece, nelle quali si aspettano gli scoppi dei proiettili lanciati prima di notte col favore della luce diurna, non potendosi constatare con la vista gli effetti degli scoppi, converrebbe limitarsi alla constatazione acustica, basata sul rombo delle esplosioni. E poiché spesso sarà difficile distinguere le detonazioni dei proiettili in questione da altre detonazioni, sarà utile, per questa speciale circostanza, aprire e chiudere il tiro con proiettili a esplosione illuminante se occorre, variamente colorata, in modo che gli osservatori possano riferire quando sono scoppiati i primi e gli ultimi proiettili della serie sparata. Le modalità di queste segnalazioni dovranno frequentemente variarsi, affinchè il nemico non impari a decifrarne il significato.

Bruno Marcuzzo. "Ugo Cerletti-Scoppio Programmato", Gaspari Editore 2007

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