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Istruzioni per la spoletta Cerletti a scoppio differito Mod.59

Descrizione della spoletta Mod. 59

Il Mod. 59 che qui di seguito si descrive, serve per le granate che fanno uso della spoletta Mod. 917. Essa può servire anche per altri proietti, come il 75, sostituendo la loro ogiva con altra ogiva adatta che permetta l’avvitamento di tale spoletta, quando manchino spolette espressamente costruite per il piccolo calibro. Volendo impiegare la spoletta Cerletti nei proietti tipo Schneider (149 G Monobloc - 210 - 260 - 305) necessita svasare di qualche millimetro la cavità interna del tappo - punta. La spoletta (fig. 1a) si compone di: un corpo di acciaio omogeneo (1); un tappo a vite (2) parimenti in acciaio, con taglio in testa per il cacciavite, guarnizione di cuoio (3) fissata con vitina (4) alla sua base; un tubo percussore (5) avvitato nel corpo con l’intermezzo di una guarnizione di cuoio (14); un percuotitoio (6) in acciaio omogeneo; una vite del percuotitoio (7) in acciaio; un disco solubile (13) di particolare sostanza; una molla a spirale (12) in acciaio armonico; un portainnesco (8) in ottone, avvitato al tubo del percussore; una massa battente in ottone (9) in cui sono ribaditi la capsula Mod. 1914 (C) e un cilindretto di polvere nera (P); un tubo a linguette ( 11) in ottone; un fondello (10) in acciaio.


Funzionamento della spoletta Mod.59

La spoletta comprende: 1° L’apparrecchio differitore e 2° L’innesco di sicurezza 1° L’apparechio differitore funziona nel modo seguente: il peruotitoio (6) mantiene compressa la molla a spirale (12) in quanto è trattenuto dal disco solubile (13) fissato al fusto del percuotitoio per mezzo della vite del percuotitoio la cui testa é di diametro più piccolo di quello del percussore (7); il disco é costituito da una particolare sostanza, che si scioglie in adatti solventi. Svitando il tappo (2) si versa nella camera (k) il solvente il quale scioglierà il disco in un tempo determinato. Quando il disco é sufficentemente rammollito, la molla in tensione ne rompe le ultime resistenze e fa scattare violentemente il percuotitoio. Il periodo di latenza di scatto si regola versando nella camera liquidi titolati in modo che sciolgono il disco in un tempo più o meno lungo. 2° L’innesco di sicurezza é congegnato in modo che la capsula non possa in alcun modo venir colpita se prima il proietto non sia caduto sul bersaglio. La massa battente, che porta la capsula e il cilindretto di polvere, è trattenuta aderente al fondo del fondello (10) dalle 4 linguette ricurve del tubo a linguette (11). Anche al momento della partenza del colpo, la massa battente, per forza d’inerzia, rimane in questa posizione. Soltando quando il proietto colpisce il bersaglio, la massa battente , proiettatata, per inerzia, in avanti, forza le 4 linguette elastiche e va a fermarsi contro il risalto interno del portainnesco. Contemporaneamente le 4 linguette si richiudono sotto il cercine tronco conico della massa battente, fissando questa in avanti, nella posizione adatta per essere colpita dalla punta del percuotitoio. Se il percuotitoio, per una qualunque causa dovesse scattare innanzi tempo, prima o durante il lancio del proiettile, non ne segue inconveniente di sorta, perché questo percuotitoio si arresta col suo piattello sul piano del portainnesco senza che la punta del percussore, possa raggiungere la capsula. Quando si sia verificato questo caso e il proiettile venga lanciato , esso esploderà nel momento in cui colpisce il bersaglio, perché la massa battente, armandosi, porta la capsula ad infiggersi sulla punta del percuotitoio anormalmente disceso. La spoletta si comporta in questo caso, come una comune spoletta a percussione.


Unione della spoletta al proietto.

Tale operazione deve essere fatta in batteria, può però venire eseguita anche in località più arretrata. Come di norma per le altre spolette, anche per questa, prima di avvitarla, occorre determinare mediante l’apposita sagoma calibratoio l’altezza esatta del detonatore, in modo che ad avvitamento compiuto, vi sia perfetto contatto fra detonatore e spoletta. Qualora ciò non si verifichi devesi rettificare convenientemente la posizione del detonatore. Pulire accuratamente e nel caso di proiettili sprovvisti di vite d’arresto spalmare leggermente con minio denso la filettatura interna dell’ogiva che deve accogliere la spoletta. Prima di avvitare la spoletta inoltre necesita osservare attraverso il foro di fondo della spoletta stessa, che la base alla massa battente sia a contatto con fondello stesso: si deve cioè vedere la tela oleata bianco grigia a contatto o al massimo, a distanza di un millimetro dei margini intorno di detto foro. Ogni spoletta, in cui la tela bianco grigia si presenti più profondamente, deve essere scartata e rimandata ai depositi. Parimenti si metterà in disparte per il suddetto controllo della spoletta, ogni proiettile che per caduta o in altro modo, abbia ricevuto un forte urto sulla punta, dopo l’applicazione della spoletta. Questo esame é necessario per verificare se eccezionalmente la massa battente sia armata. Anche in tale ipotesi é da escludersi che debba necessariamente avvenire uno scoppio prematuro. Perché ciò avvenga, è necessario che nella stessa spoletta in cui eccezionalmente si sia armata la massa battente, accada anche che il percuotitoio discenda prematuramente. La misura precauzionale suggerita riguarda precisamente eventualità dell’incontro dei due suddetti casi dell’eccezione. Avvitata saldamente la spoletta all’ogiva, essa verrà fissata all’ogiva e questa verrà fissata al bicchiere della granata mediante le vitine laterali d’arresto. La parte sporgente di queste viti, si farà saltare, in corrispondenza del loro collaretto per frattura prestabilita mediante un leggero colpo di martello o di chiave. Questo particolare fissaggio, ha per iscopo di frustrare ogni tentativo di rendere innocuo il proiettile, asportandone la spoletta sola o l’ogiva con la spoletta. Potendo verificarsi il caso che vi siamo proietti con l’ogiva sprovvista di foro filettato per la vite di arresto e non vi sia modo in batteria di praticare tale foro, converrà fissare la spoletta al proietto con forte mastice adesivo.


Trasporto delle spolette.

Le spolette Cerletti vengono trasportate in casse contenenti le spolette medesime ed anche gli accessori occorrenti per l’impiego di esse. Le casse disposte a strati devono essere collocate sui carri a guisa che l’asse delle spolette risulti orizzontale o normale alla direzione del moto. Sulle casse vi deve essere una scritta esterna indicante la posizione interna della spoletta o la direzione del loro asse. Nelle casse delle spolette trovasi inoltre i bidoncini di lamiera ripieni dei liquidi necessari al funzionamento della spoletta e gli accessori che servono alle operazioni di versamento dei liquidi stessi e la tabella dei tempi, di cui si dirà in seguito. I bidoncini in numero di 7 sono numerati progressivamente dall’1 al 7 e contengono i liquidi corrisopondenti alle latenze di scoppio della tabella dei tempi. Quando l’unione delle spolette ai proietti si fa nei magazzini avanzati, i proietti devono essere trasportati orizzontalmente e possibilmente con il loro asse normale alla direzione del caricamento, per evitare l’eventuale arroccamento delle cassule scosse nella direzione dell’asse della spoletta. In tale caso giungendo in batteria i proietti già muniti della spoletta, si possono mandare in batteria, anziché l’intera cassa di spolette, i singoli bidoncini con gli attrezzi messi in cassette separate.


Modo di regolare la latenza di scoppio

Le latenze di scoppio fornite dai vari liquidi sono quelle indicate dalla tabella dei tempi. Uno stesso liquido però da latenze più o meno lunghe a seconda che la temperatura in cui viene a trovarsi il proietto sarà più o meno bassa. Il freddo allunga i tempi, il caldo li abbrevia. Queste differenze, minime per i liquidi a breve latenza, sono notevoli invece, per i liquidi a lunga latenza, onde la necessità di servirsi della tavola dei tempi. L’impiego della tavola dei tempi é il seguente: Si apprezza approssimativamente la temperatura dell’ambiente d’arrivo dei proietti: Freddo ( intorno agli 0°) Temperato (circa 20°) Caldo (circa 40°) e si cerca nella colonna corrispondente allo 0°, 20°, 40° la latenza media di scoppio indicative in ore e minuti. Di fianco alla latenza suddetta si leggerà il numero del liquido necessario per ottenerla. N.B. Le latenze indicate nella tavola rappresentano cifre medie intorno alle quali averranno le esplosioni. Le differenze in più o in meno da dette cifre, sono piccole per le latenze brevi ed aumentano per le latenze lunghe. Nel calcolare le ore di scoppio di un gruppo di proiettili, bisogna anche tener conto della durata del tiro, facendo una media tra l’inizio e la chiusura del tiro. Nelle tabelle dei tempi oltre alle temperature di 0°, 20°; 40° vi sono delle colonne corrispondenti alle temperature intermedie e ciò per il caso in cui, potendo meglio precisare la temperatura dell’ambiente d’arrivo dei proietti e volendo una maggiore precisione sulla latenza media, si possa ricorrere a queste colonne anzichè a quelle di base indicate.


Esecuzione del tiro

1 - Dalla riservetta, i proiettili con spoletta verranno portati successivamente al pezzo, in modo che, presso il cannone, ve ne siano in numero necessario per regolare continuità nel tiro. I proiettili verranno situati in prossimità del cannone, appoggiati verticalmente, punta in alto, sopra una tavola o sopra uno straccio. 2 - Per il versamento del liquido e la chiusura del tappo, occorrono due uomini, uno che apre il tappo, versa e lo chiude, l’altro che aiuta, specialmente nel tener ferma la granata. Questi serventi saranno muniti di un forte cacciavite e del bidoncino prescritto dal comandante di batteria. Essi terranno sempre preparato un proiettile con tappo svitato, pronto per il riempimento col liqido. 3 - E’ da curarsi che, fra il momento del versamento del liquido e la partenza del colpo, intercorra il più breve tempo possibile. Perciò soltanto quando tutto é pronto per caricare e sparare, il capopezzo darà l’ordine di versare il liquido. Per i calibri in cui, dopo il caricamento del pezzo deve farsi il puntamento, debbono essere già fissati tutti i dati per il puntamento e questo deve procedere senza ritardi. 4 - All’ordine di versare il liquido, un servente presi i proiettili, verserà il liquido nell’imboccatura del tappo (avvitamento sinistro), subito dopo avviterà il tappo stringendolo con il cacciavite, con la massimla forza. Il tappo verrà fissato in guisa da rendere quasi impossibile lo svitamento da parte del nemico. Il proiettile verrà senzaltro introdotto nel cannone. In questa manovra si deve evitare di spingere con troppa vilolenza il proiettile, in modo da evitare che esso riceva un urto molto forte sulla corona. Compiute sollecitamente le ultime manovre per lo sparo, verrà dato il comando: foc. N. B. Per il versamento del liquido, conviene che il servente, dopo avere agitato un pò il bidoncino, appoggi il beccuccio da un lato dell’ imboccatura del tappo, in modo da far scorrere molto lentamente il liquido lungo i filetti della vite, premendo leggermente sui fianchi del bidoncino; come per un oliatore uscirà un sottile getto di liquido che scorrerà dentro il foro, e in breve avrà riempito la camera della spoletta. Si farà giungere il livello del liquido fin circa la metà dell’avvitamento per il tappo. Bisogna porre grande attenzione a che un ingorgo con bolle d’aria non faccia credere che la camera sia già piena. Nel dubbio, si cessa di versare e si aspetta un istante, scuotendo un poco la granata inclinandola e poi si completa il riempimento. Oppure con un fuscello pulito si può far scendere il liquido ingorgato. Si eviti di tenere il bidoncino al sole. 5 - Se le operazioni sono eseguite con metodo e con ordine, dal momento in cui si versa il liquido e la partenza del colpo corrono, di solito, a seconda dei pezzi, da pochi secondi ad, al massimo, due o tre minuti, cosicchè l’inizio del periodo di latenza di scoppio per ciascun proiettile può computarsi, in pratica, dal momento dello sparo. 6 - Se, per un incidente qualunque, dopo versato il liquido, si sia potuto far partire senzaltro il colpo, ma fosse trascorso un tempo piuttosto lungo, (10 minuti per i liquidi n°1-3, mezzora per i liquidi n°4-7); il proietttile può venire sparato, in questo caso, specialmente per i liquidi a breve latenza, la spoletta funzionerà per lo più a percussione. Per misura precauzionale converrà, in questo caso, far riparare gli uomini al momento dello sparo. 7 - Negli intervalli fra i tiri, i beccucci dei bidoncini devon essere mantenuti ermeticamente chiusi con l’apposito tappo a vite.


Appendice

1 - Un proiettile caricato con liquido e che, eccezionalmente non potesse venire sparato, non presenta nessun pericolo. Tuttavia esso non deve essere sottoposto a urti violenti, specialmente sulla punta. Può essere sparato, con le misure prudenziali di cui innanzi si è parlato, anche dopo che è trascorso il previsto periodo di latenza di scoppio e in tal caso, naturalmente, la spoletta funzionerà a percussione. Ovvero si potrà togliere la spoletta, dopo aver trapanato la vitina con un trapanino a mano. 2 - Dovendo adoperare i proiettili come mine, collocandoli nel luogo ove si vuole avvengano le esplosioni, necessita armare l’innesco della spoletta, prima di avvitarla all’ogiva. Perciò bisogna introdurre nel foro del fondo della spoletta la spina o punzone di acciaio in dotazione o un altra adatta asticciola di metallo a testa piana e sospingere fortemente la massa battente per meno di un centimetro, finchè si sente uno scatto netto o l’arresto della massa stessa. Avvitata la spoletta al proiettile, e fissatala secondo le norme precedentemente indicate, si eseguirà il versamento del liqiudo soltanto sul posto ove si vuole che avvenga l’esplosione. In questo caso, dopo il caricamento con il liquido il proiettile presenta lo stesso pericolo di una mina di cui sia stata accesa la miccia, naturalmente tenuto conto del tempo di latenza di scoppio che è stato dato. Specialmente per brevi latenze, occorre preordinare con la massima oculatezza il servizio di caricamento del liquido, lasciando un largo margine di tempo per il ritiro degli uomini.

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